Quattro Madonne con Bambino di Lazzaro Bastiani

di Mattia Vinco
In uno dei fascicoli “Lazzaro Bastiani” della Fototeca Zeri si conservano due fotografie di una Madonna con Bambino su tavola, cm 78×62 (invv. 62065-62066), proprietà dapprima dell'antiquario berlinese Benedict & Co, poi, negli anni Trenta, della londinese Agnew's (come si evince da un appunto tracciato sul passepartout della foto conservata nella fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz, inv. 64571) e, infine, segnalata nel 1962 da Fritz Heinemann (1991, p. 38, cat. S 114 bis) già in collezione Rinaldo Schreiber, a Brescia.
 
 
Il recente rinvenimento in collezione privata di un secondo dipinto derivato dallo stesso schema compositivo permette di confermare l'attribuzione della Madonna ex Schreiber a Lazzaro Bastiani (attivo a Venezia, 1449-1512), già ipotizzata da Federico Zeri ma messa in dubbio da Heinemann e Giorgio Fossaluzza (2010, p. 205) in favore del trevigiano Vincenzo Dalle Destre (o dai Destri).  Di questa seconda Madonna con Bambino (tavola, cm 75×61) esistono soltanto due riproduzioni fotografiche (Firenze, Villa I Tatti, The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies, Biblioteca Berenson, fototeca, Lazzaro Bastiani, invv. 106661, 106733), con l'indicazione «collezione privata» riportata sul retro, che testimoniano di un cambiamento dello stato di conservazione prima e dopo un restauro integrativo.
 
 
Le significative varianti nel paesaggio e la presenza di un frutto nella mano della Madonna di collezione privata fanno pensare comunque a due prove autografe, derivanti dal medesimo prototipo. Si delinea così un caso analogo a quello di un'altra coppia di Madonne con Bambino (Venezia, Museo Correr, inv. 372, scheda n. 24854; Verona, Museo di Castelvecchio, inv. 889-1B109, rispettivamente cm 75×64 e 75,3×59) che condivide con la prima la posizione delle figure.
 
 
Gli ultimi due dipinti, ritenuti alternativamente l'uno derivazione dall'altro (Mariacher 1957, p. 34; Marinelli 1987, p. 76) sono ora valutati autografi (Fossaluzza 2010, p. 205, con un riepilogo dell'intera vicenda critica) e presentano nel paesaggio in primo piano un albero da cui si diparte un pollone e, a scalare, una quinta rocciosa, una fortezza con un ponte a doppia arcata e il profilo di una collina a delimitare il cielo sullo sfondo.
Per quanto sia complesso datare queste quattro Madonne con Bambino, sembra ragionevole considerare il 1490 quale termine di riferimento cronologico per l'intero gruppo di Madonne con Bambino (Fossaluzza 2010, p. 205), anche in considerazione della collocazione cronologica alla fine degli anni Ottanta della Madonna con Bambino di Giovanni Bellini, conservata al Metropolitan Museum of Art di New York (inv. 08.183.1, cfr. Christiansen 2004, p. 129), dove compare la medesima soluzione dello sfondo, aperto su un lato verso il paesaggio e chiuso sull'altro da una tenda. Appare di tutta evidenza il fatto che ci si trova di fronte a opere dell'ultima svolta stilistica di Lazzaro Bastiani, cioè del momento in cui i termini di confronto per la sua crescita artistica sono rappresentati da Cima da Conegliano e Alvise Vivarini (Fossaluzza 2010, p. 205), ovvero i pittori veneziani influenzati a stretto giro dagli accrescimenti 'naturalistici' belliniani degli anni Ottanta del Quattrocento.
 
 
Bibliografia
 
Mariacher 1957
Giovanni Mariacher (a cura di), Il museo Correr di Venezia. Dipinti dal XIV al XVI secolo, Venezia 1957
 
Marinelli 1987
Sergio Marinelli (a cura di), Proposte e restauri. I musei d'arte negli anni Ottanta, catalogo della mostra, Verona 1987
 
Heinemman 1991
Fritz Heinemman, Giovanni Bellini e i belliniani. Supplemento e ampliamenti, III, Hildesheim-Zürich-New York 1991
 
Christiansen 2004
Keith Christiansen, Giovanni Bellini e la maniera devota, in Da Bellini a Veronese. Temi di arte veneta, a cura di G. Toscano e F. Valcanover, Venezia 2004, pp. 123-146
 
Fossaluzza 2005
Giorgio Fossalluzza, scheda 149 (Lazzaro Bastiani, Madonna con Bambino), in Museo di Castelvecchio. Catalogo generale dei dipinti e delle miniature delle collezioni civiche veronesi dalla fine del X all'inizio del XVI secolo, a cura di P. Marini, G. Peretti e F. Rossi, Cinisello Balsamo 2010, pp. 203-206