Federico Zeri e la sua eredità culturale

L’Assegno di Ricerca, della durata di un anno, è stato bandito dal Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna con un finanziamento del Comitato per le Celebrazioni del Centenario della nascita di Federico Zeri e dell’Accademia Carrara di Bergamo.  La commissione valutatrice era composta da Andrea Bacchi, direttore della Fondazione Federico Zeri, M. Cristina Rodeschini, direttrice dell’Accademia Carrara e Irene Graziani, professoressa di storia dell’arte moderna all’Università di Bologna.

L'Assegno, vinto dal giovane studioso Marcello Calogero, è destinato a una ricerca su Federico Zeri e la sua eredità culturale.
Si tratta della prima attività di ricerca strutturata dedicata ad approfondire e indagare la figura di Federico Zeri (1921-1998), uno dei più grandi e celebri storici dell’arte italiani del secolo scorso.

La sede prevalente dell’attività sarà la Fondazione Federico Zeri dove si conservano la biblioteca e la preziosa fototeca donate, con lascito testamentario, nel 1998 dallo studioso all’Università di Bologna. Questo patrimonio sarà completato con l’archivio privato di Zeri.
Sono consultabili presso la Fondazione bolognese anche i documenti e le perizie allegati alle fotografie e ai libri di Zeri, inoltre copia dei documenti video acquisiti dalle Teche Rai con le apparizioni televisive di Zeri dal 1974 al 1997.

Grazie all’Assegno di ricerca, queste risorse potranno essere analizzate finalmente in modo completo. Un’occasione di studio che vuole offrire, tra le tante, un’opportunità alla ricerca giovanile.

 

Temi della ricerca 

Federico Zeri è autore di centinaia di interventi dedicati soprattutto alla pittura italiana dal Trecento al Settecento. Il suo metodo si iscrive nella grande tradizione dei connoisseurs del secondo Ottocento e del primo Novecento, da Morelli a Longhi.
Zeri ha esercitato il mestiere di storico dell’arte e di conoscitore con un virtuosismo ineguagliabile, cosciente dell’importanza fondamentale e dei limiti di questa speciale competenza: “senza essere buoni conoscitori non si è nemmeno storici dell’arte” (Zeri 1988).
Se le sue più acute e celebri scoperte e il suo metodo di indagine sono stati oggetto, dalla sua morte ad oggi, di numerosi contributi, specie in occasione del centenario della sua nascita, si propone qui una ricerca che faccia luce sulla complessità della sua figura intellettuale.
Tre sono i filoni lungo i quali il progetto potrà essere sviluppato.

Il primo riguarda l’impatto delle ricerche condotte da Zeri a partire da un riesame accurato della sua bibliografia. Si intendono indagare le attribuzioni, confermate o meno dalla tradizione storiografica successiva: quali hanno aperti i filoni di ricerca più innovativi, quali sono rimaste senza seguito.

Oltre che uno studioso, Zeri è stato anche un polemista e protagonista di grandi battaglie per la tutela dei beni artistici e di quell’impareggiabile “museo diffuso” che è il territorio dell'Italia. Celebri le sue provocazioni televisive, i suoi interventi, le conferenze sempre affollatissime e gli articoli sulla stampa.
Il secondo filone di ricerca vuole approfondire questo aspetto della sua attività, contestualizzandola all’interno del periodo storico che l’ha vista nascere. Zeri fu ispettore delle Belle Arti dal 1946 al 1955, anno in cui si dimise. Fu poi vicepresidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali fra il 1994 e il 1998. Molti sono stati gli interventi fortemente critici e gli attacchi, polemici e provocatori, alla gestione dei Beni Culturali. La ricerca approfondirà tali vicende alla luce della legislazione dell’epoca, e nel confronto con la posizione assunta da altri storici dell’arte.

Il terzo filone vuole invece approfondire le conoscenze del rapporto fra Federico Zeri, i collezionisti e gli antiquari con cui ha collaborato nel corso del tempo. Attraverso uno studio dei materiali d’archivio e una ricognizione della corrispondenza privata dello studioso, la ricerca mira a chiarire circostanze delle conoscenze, sviluppo delle relazioni, impatto e influenze reciproche fra Zeri e i suoi interlocutori, onde stabilire con maggior consapevolezza quanto Zeri possa aver agito sul gusto e la formazione di collezioni internazionali.

 

Il vincitore, Marcello Calogero (Trento, 1991), si è laureato presso l'Università di Pisa e ha ottenuto il diploma di licenza quinquennale della Scuola Normale Superiore, istituzione presso la quale è in procinto di discutere una tesi di dottorato dedicata allo scultore ferrarese Alfonso Lombardi. Ha trascorso periodi di studio presso la Princeton University e presso il Courtauld Institute of Art di Londra. Tra il 2019 e il 2021 è stato borsista del Metropolitan Museum of Art (Department of European Sculpture and Decorative Arts) e della Morgan Library & Museum di New York (Drawing Institute). Oltre alla scultura del Cinquecento nell'Italia centro-settentrionale, i suoi interessi di ricerca riguardano principalmente la letteratura artistica, la storia del collezionismo e il rapporto tra artisti e committenti. A questi temi ha dedicato diversi saggi e articoli in riviste.

 

Bando Assegno di ricerca