Pittura italiana

La serie Pittura italiana è costituita da più di 150.000 fotografie di dipinti dal XII al XX secolo.
È considerata la più ricca e significativa raccolta di origine privata sul patrimonio pittorico italiano. Presenta un ordinamento personale che rispecchia il metodo di lavoro di Zeri e riflette i suoi studi.
Per alcuni settori, come la pittura dal Duecento al Cinquecento, la quantità e la qualità delle immagini offrono un repertorio impareggiabile e quasi esaustivo.

Opere oggi disperse, distrutte o conservate in collezioni private sono documentate soltanto dall'archivio di Zeri.
In molti casi lo studioso raccoglieva più di una riproduzione per illustrare e documentare la storia e le vicende di ogni singola opera. Ciò rende la Fototeca Zeri una preziosa fonte di informazioni per la storia conservativa e collezionistica del patrimonio.
Di alcune opere o importanti cicli pittorici l'archivio conserva intere campagne fotografiche che riproducono integralmente i particolari dei dipinti o documentano restauri storici.

Nel corso degli anni, Zeri ha salvato dalla dispersione e dalla distruzione interi archivi fotografici che sono confluiti nella sua raccolta. Di particolare rilievo sono i fondi provenienti da studiosi come Evelyn Sandberg VavalàUmberto GnoliFranco Russoli e, per lo studio dell'architettura, quelli di Antonio Muñoz e Guglielmo Matthiae. Tra gli archivi fotografici di antiquari sono presenti quelli di Fritz Mont di New York, Sestieri e Sangiorgi di Roma, Longari diMilano, Pospisil e Semenzato di Venezia, che offrono uno spaccato della storia del gusto e del collezionismo fra XIX e XX secolo. Tutte le fotografie sono state smistate da Zeri nei vari fascicoli del suo archivio ma il sistema di catalogazione permetto oggi la ricostruzione virtuale dei fondi di provenienza.

Molte campagne fotografiche sono opera di fotografi attivi tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, che hanno fatto la storia della fotografia di documentazione artistica italiana: AlinariBrogi e Sansoni di Firenze, AndersonVasari e Moscioni di Roma, Villani di Bologna, e molti altri.

A rendere particolarmente prezioso l'archivio Zeri sono le annotazioni autografe presenti sul verso delle fotografie e i numerosi appunti, lettere, perizie e articoli a esse allegati, frutto del suo instancabile lavoro di ricerca o della memoria storica di collezionisti e antiquari con cui lo studioso era in contatto. Tutto ciò costituisce una fonte ulteriore di informazioni, disponibili nel database della Fototeca Zeri.