Incontro aperto al pubblico a cura di Andrea Bacchi e Marcello Calogero

Fondazione Federico Zeri

Giovedì 23 febbraio|ore 16.00-18.00

 

Un pomeriggio in ricordo della storica dellarte Luisa Vertova che ha destinato alla Fondazione Federico Zeri la sua fototeca e il suo archivio professionale: preziose monografie, cataloghi dasta e migliaia di documenti che testimoniamo il suo lavoro e le sue ricerche. 

 

Intervengono

Andrea Bacchi, direttore Fondazione Federico Zeri

Marcello Calogero, Fondazione Federico Zeri

Carl Brandon Strehlke, curatore emerito Philadelphia Museum of Art

Sarà presente Vanessa Nicolson, storica dell’arte e scrittrice, figlia della studiosa

 

Ingresso libero

Fondazione Federico Zeri
Piazzetta Giorgio Morandi 2
40215 Bologna

 

In una vita sospesa tra Firenze e Londra, Luisa Vertova (1920-2021) ha praticato il mestiere di storica dell’arte combattendo su tutti i fronti: appassionata studiosa, agguerrita professionista, attenta osservatrice del mondo delle mostre, dei musei e del collezionismo privato.

Gli anni della giovinezza trascorsi al lavoro con Bernard Berenson a Villa I Tatti tra il 1945 e il 1955 segnarono la sua vita più di ogni altra esperienza, gettando le basi per un’affilata connoisseurship e un’inscalfibile tempra per la ricerca.  La ripubblicazione e la traduzione italiana degli scritti di Berenson richiesero un colossale lavoro di studio e aggiornamento, compreso un avventuroso viaggio alla scoperta dei musei americani. Nacquero così edizioni fondamentali delle opere dello studioso, come quella dei Disegni dei pittori fiorentini (1961) e degli Italian Pictures of the Renaissance (1963 e 1968).

Dopo la morte del maestro, ci furono gli anni di insegnamento al British Institute. Presto arrivò il decisivo ingaggio da parte della casa d’aste Christie’s, che a partire dagli anni Settanta incrementò sempre di più la sua presenza a Firenze e a Roma. Vertova fu una delle prime donne a diventare un punto di riferimento per il mercato degli Old Masters in Italia e all’estero.

L’attività per Christie’s – imprevedibile e variegata – orientò i suoi studi in direzioni inaspettate, offrendole una visione molto ampia della pittura italiana dal Duecento al Settecento.  Numerosissimi gli articoli scientifici pubblicati sulle maggiori riviste italiane ed europee: dal Burlington Magazine alla Gazette des Beaux-Arts, da Antichità viva alle Mitteilungen del Kunsthistorisches Institut. In sottofondo scorre il fiume in piena delle recensioni di mostre, un campo che la vide protagonista in prima persona con la grande esposizione dedicata a Carlo Ceresa a Bergamo nel 1983.

L’archivio e la fototeca lasciati alla Fondazione Federico Zeri sono lo specchio di un’attività instancabile, di un alto senso del lavoro, appena offuscato dalle amarezze e dalle discriminazioni subite in quanto libera professionista donna nell’Italia del dopoguerra.